In memoria del Prof. R. J. Fletcher

In memoria del Socio Onorario di AILAC
Il Professore Emerito Robert Jackson Fletcher

 

La comunità della nostra Accademia non può che rendere omaggio alla memoria del Professore Emerito Robert J. Fletcher, Socio Onorario di AILAC, che è mancato serenamente il 5 agosto, all’età di 94 anni.
Nonostante facesse, negli ultimi anni, una vita ritirata, il suo nome, il suo volto rassicurante e la sua enorme produzione scientifica sono ben noti a tutti i colleghi italiani, anche i più giovani.

Oltre che alla scienza della visione Il Professor Fletcher ha dedicato la sua vita all’educazione optometrica e alla trasformazione dell’Optometria da disciplina tecnico/clinica a disciplina che doveva essere gestita con gli strumenti del metodo scientifico.

Sebbene la sua attività di docenza avesse come base la City University of London, Bob (come gradiva essere chiamato) si è mostrato molto sensibile nel favorire lo sviluppo delle conoscenze optometriche al di fuori del Regno Unito. Più di 10000 studenti hanno beneficiato della sua competenza in più di 20 Nazioni.

La cultura di Bob era enciclopedica. Scrisse circa 150 articoli e 16 libri. Progettò e brevettò lenti a contatto e strumentazione optometrica, in particolare diversi test per l’esame dei difetti del senso cromatico.
Il suo legame con l’Italia è stato saldo e continuo. Anche in età avanzata ha fatto del tutto per essere presente nel bel Paese, con la stessa passione e competenza di sempre, riuscendo a comunicare, in maniera brillante e ironica, talvolta con il suo italiano approssimato.

In un contesto così familiare come quello di AILAC, formato da colleghi-amici con interessi e passioni similari, mi sento nella condizione ideale per esternare ricordi e sentimenti personali.
Dire che Bob Fletcher è stato il mio Maestro è certamente riduttivo. In un giorno di agosto di più di 40 anni fa, lui mi ha ricevuto (giovane insegnante della Scuola Statale di Ottica di Roma) senza un appuntamento, come sarebbe stato opportuno, nel suo ufficio di Head of Ophthalmic Optics Department, alla City University of London. Colloquiammo gran parte della mattinata. Inoltre, mi fece visitare il Dipartimento, uno dei templi dell’Optometria mondiale. Tornato in Italia continuammo a corrispondere (un cumulo lettere di carta!) e mi condusse per mano, in maniera amorevole, come può fare un Padre con un figlio, nel mondo della pubblicazione scientifica.

Iniziò a supervisionare alcuni miei lavori che mi suggerì di pubblicare su riviste di contattologia UK. Poco tempo dopo divenni addirittura un suo allievo. Infatti, prese corpo il progetto di un corso di Optometria triennale, in accordo con la City University of London, da tenere a Roma. Furono tre anni intensi che molto contribuirono sia alla mia crescita professionale che umana. Il professor Fletcher fu anche il relatore della mia tesi che, seguendo le sue continue e preziose esortazioni, fu poi pubblicata in diversi articoli sul “The Contact Lens Journal”, la prima rivista UK dedicata esclusivamente alle lenti a contatto. Il sodalizio, umano e professionale, con Bob si consolidò con il tempo e fluì per anni e anni, ancora.

Ho avuto il privilegio di collaborare con lui nella stesura di tre libri, anche in periodi non facilitati dalla digitalizzazione e dal web, essendo così costretti a spedirci a vicenda voluminosi fascicoli di pagine scritte, disegni e foto. In queste occasioni ho avuto la possibilità di apprezzare la sua modestia, i modi gentili, la capacità critica e il necessario rigore metodologico.

Egli ha scritto su quasi ogni aspetto dell’optometria, in particolare sulle lenti a contatto e i difetti del senso cromatico. Insieme abbiamo pubblicato articoli (o capitoli) su lenti a contatto, ipovisione e procedure per i riconoscimento dei difetti del senso cromatico. Ci siamo interessati anche di ottica applicata alle cheratoprotesi, in particolare all’osteodontocheratoprotesi modificata, procedura chirurgica elaborata e praticata dal professor Giancarlo Falcinelli e i suoi collaboratori. Sempre più mi rendevo conto del privilegio di avere assistenza da un Maestro così autorevole, con immensa umanità e cordialità.

Se ci si limita a indagare il suo contributo nello sviluppo delle lenti a contatto va considerato che nel 1954, nel Northampton Polytechnic (poi City University), egli progettò, presumibilmente, la prima “Contact Lens Clinic” per l’insegnamento pratico dell’applicazione delle lenti a contatto. Successivamente propose delle tecniche originali per l’esecuzione del calco oculare e del modellamento della lastrina in pMMA per ottimizzare la superficie posteriore della lente a contatto sclerale.

Oltre a essere Socio Onorario di AILAC Bob ha ricoperto diverse cariche nel campo dell’eccellenza contattologica: è stato presidente della UK Contact Lens Society, membro dell Honorary Editorial Board del The Contact Lens Journal (UK). Fin dal primo numero è stato un componente del Comitato Scientifico della rivista LAC.

Nel nostro lungo sodalizio ho avuto l’opportunità di conoscere Bob anche nell’ambiente familiare. Sono stato più volte ospite nella sua grande casa nei pressi del bosco di Hamersham, tra Londra e Oxford. Muriel, la sua amatissima moglie lo vezzeggiava con estrema dolcezza. Janet (più nota al mondo optometrico per essere una Visual Scientist e per aver collaborato con Bob specialmente nel campo della visione dei colori) e Isobel, le sue figlie, lo hanno assistito amorevolmente fino al termine dei suoi giorni. Miranda, figlia di Janet, è la sua unica, adorata, nipote.
Il matrimonio tra Muriel e Bob, vissuto, da cittadini del mondo, in completa simbiosi, è durato73 anni. Muriel era nata tre settimane prima di lui e, per una imperscrutabile coincidenza, è morta tre settimane prima!

Luigi Lupelli

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